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La collezione

24.06–20.08.17

Mostre

In attesa della riapertura di Palazzo Reali

A inizio 2018, dopo importanti lavori di ristrutturazione, riaprirà al pubblico Palazzo Reali, già sede del Museo cantonale d’arte e ora sede istituzionale del Museo d’arte della Svizzera italiana. Il Museo, dotato di un patrimonio artistico di oltre 14’000 opere, potrà così svolgere le proprie attività nelle due sedi e presentare in modo permanente allestimenti delle collezioni e proposte espositive connesse con il patrimonio custodito dall’Istituto.

L’allestimento pone l’accento sull’intreccio di provenienze – acquisizioni, donazioni, lasciti e depositi – tipico nella costruzione di una collezione pubblica e si apre con una pregevole scultura in marmo di Tommaso Rodari (1460-1525), artista ticinese fra i maggiori scultori del Rinascimento nella Regione dei laghi. L’opera, donata di recente da Enzo e Maria Grazia Pelli, si inserisce con coerenza nella collezione, come dimostra l’accostamento con le altre opere presenti nella sezione dedicata al rapporto con il territorio e al tema dell’emigrazione artistica. Opere di assoluta pregnanza nella collezione provengono dalla Fondazione Gottfried Keller, costituita nel 1890, che acquista importanti opere d'arte da destinare ai musei svizzeri.

Una selezione di dipinti provenienti da lasciti e donazioni testimonia il rilevante patrimonio di opere dell’Ottocento: il lascito Milich Fassbind, che comprende opere di maestri francesi di fine ’800 e dei primi del ’900 (Monet, Boudin, Rousseau, Matisse e altri); la donazione Chiattone (con 21 opere di Umberto Boccioni prefuturista e altre di Tallone, Dudreville, Cremona, e altri); la Donazione Ida Lenggenhager-Tschannen, con opere di esponenti dell’arte francese del secondo ’800 (Pissarro, Degas, Renoir, Maillol e altri).

Omaggio alla Donazione Panza di Biumo

La seconda parte della mostra rende omaggio alla Donazione Panza di Biumo, comprendente duecento opere realizzate da ventinove artisti europei e americani negli anni Ottanta e Novanta. Questa straordinaria donazione ha contribuito sostanzialmente alla crescita del settore dell’arte contemporanea in una fase ancora iniziale del Museo cantonale d’arte, che nel 1992 aveva invitato il conte Giuseppe Panza di Biumo a esporre le acquisizioni recenti in una mostra dal titolo Gli anni Ottanta e Novanta dalla Collezione Panza di Biumo.
Questa positiva collaborazione aveva portato nel 1994 alla donazione da parte del conte Giuseppe Panza di Biumo di cento opere dalla sua collezione, sostegno ribadito a sorpresa l’anno seguente, con un’ulteriore donazione di altrettante opere.
La qualità e l’entità della Donazione Panza hanno impresso un’accelerazione allo sviluppo della sezione dell’arte contemporanea del Museo, trovando nel tempo una specifica integrazione con altre donazioni o depositi a tempo indeterminato, così come nelle acquisizioni realizzate direttamente dall’Istituto.
Nel percorso espositivo gli accostamenti in gruppi monografici o tematici evidenziano tale rapporto e al contempo sottolineano le linee più marcanti della Donazione Panza, dalle opere ascrivibili al neo astrattismo, all’arte post-minimalista, al concettuale e al monocromo.
In chiusura, opere di recente acquisizione illustrano l’apertura a nuovi ambiti di ricerca legati alla fotografia, alla pittura e all’arte elettronica.