Con l’intervento del ticinese Luca Frei (1976) si chiude questa settimana il ciclo di interventi artistici pubblicati con cadenza settimanale sulle pagine del Corriere del Ticino in concomitanza con la mostra And Now the Good News. Visitabile ancora fino al 15 agosto al LAC, la mostra, realizzata a partire da un’ampia selezione di opere della Collezione Nobel, in cui sono presenti molti degli artisti più rappresentativi dell’ultimo secolo, ha voluto offrire al pubblico l’occasione per approfondire lo stretto rapporto che intercorre tra l’arte del nostro tempo e il mondo dell’informazione. Coerentemente con il tema, questo è stato fatto non solo attraverso le oltre 300 opere esposte negli spazi del LAC, ma anche attraverso le “opere” che gli artisti invitati hanno espressamente realizzato per le pagine dei due giornali coinvolti nell’iniziativa: il Corriere del Ticino e il Corriere della Sera.
A differenza di quelli precedenti, l’ultimo intervento non occuperà un unico numero del giornale, ma si estenderà sull’arco di un’intera settimana. A partire da oggi e fino a sabato 13 agosto, le pagine del Corriere ospiteranno infatti ogni giorno 4 fotografie della serie Inheritance, un lavoro realizzato da Luca Frei nel 2013 in occasione della sua personale al Kunsthaus di Glarona. In quest’opera ritroviamo molti dei temi attorno a cui si muovono le riflessioni dell’artista: dai meccanismi che contribuiscono alla costruzione delle strutture sociali, al rapporto tra dimensione pubblica e privata, fino ai modi con cui percepiamo e raccontiamo lo scorrere del tempo. Le fotografie di questa serie sono state selezionate all’interno dell’archivio del padre dell’artista, che ha svolto l’attività di fotografo professionista nel Ticino degli anni Settanta e Ottanta. Sono fotografie che descrivono la quotidianità ticinese di quarant’anni fa, quando l’artista era bambino. Immagini di fatti pubblici e privati che si mescolano e si confondono e i cui soggetti sono ormai spesso indistinguibili, ma che, proprio nella loro casualità, riescono in qualche modo a rappresentare l’eredità che il tempo ci lascia. Un’eredità che, come quella che si deposita sulle pagine dei giornali, spesso si nasconde nei fatti apparentemente minori, nei dettagli, negli aspetti marginali e che non è mai qualcosa di definito e definitivo, ma che ha bisogno di un costante lavoro di interpretazione e ricostruzione se vogliamo che abbia sempre qualcosa da dirci.

A cura di Elio Schenini, co-curatore di "And Now the Good News. Opere dalla Collezione Annette e Peter Nobel"