ANNULLATO - Alexandra Bachzetsis "Quali sono i confini tra performance art e teatro?"

Artist talk

Do 16.01.2022

Chasing a Ghost, Alexandra Bachzetsis, Foto: Mathilde Agius
  • LAC Sala Teatro

EVENTO ANNULLATO

Presentato nell’ambito del programma LAC edu

Domenica 16 gennaio 2022, in occasione dello spettacolo Chasing a Ghost dell’artista e coreografa Alexandra Bachzetsis, il MASI e il LAC propongono, al termine della performance, una conversazione tra l’artista, Francesca Benini, curatrice del MASI e Lorenzo Conti, consulente danza LAC. Introducono il talk Tobia Bezzola, direttore del MASI e Carmelo Rifici, direttore artistico LAC.

La performance art è una forma d’arte che utilizza il corpo umano come strumento per creare arte. Il teatro, con una tradizione molto più antica – attraverso la parola, il movimento, la mimica di azioni degli attori ­– può rappresentare storie o concetti. Negli ultimi decenni con l’evoluzione del teatro contemporaneo è cambiata anche la sua definizione, il critico teatrale Silvio D’Amico lo indica come «la comunione d’un pubblico con uno spettacolo vivente». Stabilire quali siano i confini tra teatro e performance art è diventato oggi più complesso ed è l’interrogativo a cui sarà dedicato il dialogo.

Ore 16:00 Chasing a Ghost
A seguire Artist talk
LAC, Sala Teatro


La durata dello spettacolo è di 1h. L’Artist talk si terrà in italiano

L’artista

Alexandra Bachzetsis - artista svizzera di origini greche - è considerata una delle coreografe più provocatorie e innovative del nostro tempo. La sua ricerca si colloca tra danza, performance, arti visuali e teatro, dando vita a una intersezione di realtà in cui il corpo, inteso come un apparato artistico e critico, può manifestarsi esplorando il concetto di identità. Nel suo ultimo lavoro Chasing a Ghost, l’artista collabora con quattro danzatori e due pianisti per creare una serie di duetti che ruotano attorno al concetto di doppio attingendo dalla cultura popolare, dalla letteratura, dalla storia dell’arte e dalla moda per espandere e sovvertire l’archetipo coreografico del duetto.