Per l’anno scolastico 2025/26, il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura ha lanciato un progetto insieme ai tre licei cittadini per stimolare confronto e riflessione su temi attuali e importanti per i giovani. Il tutto passa attraverso un percorso di scrittura scenica guidato da tre giovani drammaturghi.
Per l’anno scolastico 2025/26 il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura ha proposto (per la seconda volta) un progetto in partenariato con le Scuole medie superiori di Lugano (Liceo cantonale di Lugano 1, Lugano 2, Lugano 3) allo scopo di incentivare la riflessione e lo scambio su temi di attualità e di “necessità” per i giovani, attraverso un lavoro sulla scrittura scenica, a cura di tre giovani drammaturghi.
La stagione teatrale del LAC questa stagione si muove nel solco della grande tradizione letteraria, rileggendone temi, parole e autori alla luce del presente. I classici della letteratura tornano a vivere in forme nuove, riscritti nel segno della drammturgia contemporanea. Storie, personaggi e vicende interiori diventano strumenti per indagare l'animo umano e riflettere su questioni universali e mondi utopici.
A partire da tale premessa, il progetto Drammaturgie per il Futuro ha rappresentato un percorso di analisi, conoscenza e sviluppo di scrittura drammaturgica, lavorando sul tema delle narrazioni, della manipolazione di massa e dell'esigenza della scrittura. Il tema è stato ampliato attraverso un lavoro molto puntuale sul linguaggio e sulla trasposizione scenica, che crea un luogo nuovo di comunicazione e riflessione.
I testi qui pubblicati sono stati realizzati dagli studenti e le studentesse dei Licei cantonali di Lugano durante gli incontri che i tre drammaturghi Riccardo Favaro, Simone Causa e Elisabeth Sassi hanno svolto in classe, attraverso un lavoro che è iniziato dal training sul corpo, per poi entrare nella scrittura, individuale o a gruppi, con modalità diverse.
Al termine del progetto, ogni classe ha condiviso il proprio lavoro con le altre classi coinvolte: in un incontro collettivo durante il quale i tre drammaturghi hanno proposto una la lettura drammatizzata dei testi realizzati messa in scena da tre attori.
Utopie, Distopie, Ucronie
Riccardo Favaro
In un’epoca in cui le narrazioni - sotto molteplici aspetti - hanno assunto caratteri schizofrenici, capita spesso di imbattersi nell’espressione “riscrivere la realtà”. Tanto la comunicazione quanto la propaganda, contagiando poi la libera opinione, assumono oramai connotati di aperta invenzione, andando ben oltre il recente spauracchio delle fake news: attraverso singoli post, brevi video o battute a mezzo stampa, l’ultima frontiera della retorica pare orientata a consentire ogni forma di revisionismo, di contraddizione e falsificazione. E se questa preoccupante deriva ci porta a riflettere sui rischi della manipolazione di massa, sembra inevitabile recuperare i valori critici e visionari dell’invenzione letteraria e drammaturgica. Dai primi affreschi di Aristofane fino all’allucinata scrittura di Beckett, facendo tesoro dei grandi capolavori della prosa, da Swift a Orwell, sempre il teatro si è misurato con l’arduo compito di rimettere in discussione le regole del mondo che abitiamo. Abbiamo pensato di proporre, per questa Seconda Edizione di Drammaturgie per il futuro un percorso di creazione che rifletta proprio questa esigenza. La scrittura è un perenne laboratorio, in modo particolare quando tenta di operare sulle nostre società: per mezzo di essa possiamo migliorarle o peggiorarle fino a comprendere ciò che è incomprensibile nella vita vissuta; possiamo modificare il passato o architettare un futuro differente; possiamo provare a salvarle e conoscere il fallimento, o criticarle così a fondo da riuscire a scorgere una via di fuga.
Partendo dalla stesura di folgoranti manifesti per la creazione di civiltà ideali, attraverso giochi ed esercizi che permettessero lo studio delle strutture basilari della drammaturgia, o per mezzo di suggestioni che derivano dallo sconfinato mondo della fantascienza, abbiamo sfidato gli studenti a ideare e comporre brevi testi, monologhi e dialoghi: si è aperto così uno squarcio inedito e folgorante sull’immaginario di una generazione che si affaccia all’età adulta, dibattuta tra spaventose minacce globali, entusiasmi per il progresso e profonde istanze di cambiamento.