Il MASI prosegue il ciclo di approfondimenti sulla storia dell’arte del Ticino e delle sue collezioni, con un focus dedicato a Umberto Boccioni (1882–1916).

La mostra, costruita attorno ai dipinti prefuturisti donati alla Città di Lugano dagli eredi di Gabriele Chiattone, committente e sostenitore dell’artista nei suoi anni milanesi, offre uno sguardo ravvicinato su una fase decisiva dell’evoluzione artistica di Boccioni. Il percorso, arricchito anche da dipinti dei primi anni futuristi, restituisce l’intensità della ricerca di Boccioni, tesa alla conquista di un linguaggio nuovo, capace di esprimere la modernità e il ritmo della vita contemporanea.

a cura di Cristina Sonderegger

Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 – Verona 1916) è stato uno dei fondatori e il principale teorico del movimento futurista in ambito pittorico e plastico.

Dopo una formazione come giornalista e cartellonista, per la sua carriera di pittore sarà decisivo l’incontro con Giacomo Balla avvenuto nel 1903.

Le prime ricerche lo conducono ad adottare la tecnica divisionista. L’ambizione a voler “dipingere il nuovo, il frutto del nostro tempo industriale”, come dichiara nel 1907, sarà soddisfatta tre anni dopo con l’adesione al futurismo, di cui sarà uno dei principali protagonisti.

Accanto alla pittura, dal 1912 sviluppa in modo pionieristico anche in scultura le teorie sulla simultaneità e sulla compenetrazione degli elementi.

Nel luglio del 1915 si arruola nel Battaglione lombardo volontari ciclisti dove ritrova numerosi esponenti del futurismo.

Boccioni muore il 16 agosto 1916 a causa delle ferite riportate da una caduta accidentale da cavallo.

Con il sostegno di

Immagine di copertina
Umberto Boccioni, Nudo di spalle (Controluce), 1909. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Collezione L.F.

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